Lettori fissi

sabato 8 gennaio 2022

L'ora della lettura

 


Ho bisogno di bere, un goccetto di rhum è quello che ci vuole, è il momento di un buon bicchierino di Zacapa, che dà il senso di cosa veramente significa un gusto rotondo, qualcosa che scivola nel palato, delicatamente, senza ostacoli e così mi ritrovo, senza nemmeno accorgermene, a riprendere il discorso, lentamente, da dove l’avevo lasciato, sospeso, ad osservare il pubblico presente, affacciato da oblò improvvisati, che gesticola con mostruose articolazioni delle labbra, e con accenni che si fanno vieppiù artificiosi e di difficile lettura.

mercoledì 24 novembre 2021

La signorina Maria

Finalmente è arrivato anche il mio momento, eccomi qua. Non vedevo l'ora che arrivasse. Sarà forse perché mi hanno messo questa fascia sugli occhi? Ma perché mai gialla? Ci dev'essere qualcosa di misterioso che aleggia in tutta questa operazione, ed il giallo è il colore che rende un po' l'idea del mistero, di qualcosa di poco chiaro. O non si tratta piuttosto di un simbolo, come di una barriera che si frappone fra la realtà finzionale e il resto del mondo?

Mi sa che dopo averlo scritto mi toccherà anche leggerlo, se vorrò capirci qualcosa, almeno qualcosa.

Vi farò sapere. 

Intanto se volete provarci insieme a me, non vi resta che comprarlo e leggerlo. Più saremo a provarci meglio riusciremo a trovare una risposta. Forse.

Buona lettura.

Dimenticavo, é possibile acquistare il libro direttamente dal sito della casa editrice. C'è anche lo sconto, cosa chiedere di più?

www.portoseguroeditore.com 

Antonio Danise - La signorina Maria - Porto Seguro Editore


 


domenica 9 maggio 2021

Corsie preferenziali

Venga di qua, ed io invece avevo capito, non so perché, o forse lo so, avevo capito, Vieni con me, ed ovvio che l’ho seguita, dopo il gesto con l’indice abbastanza eloquente e la strizzatina d’occhio non potevo fare altro, ma mi stava solo accompagnando alla prima cassa libera, più esattamente la stava aprendo appositamente per me, e una volta finite le operazioni di rito, uno scambio di battute che non doveva essere del tutto casuale, una volta che le ho porto la carta per il pagamento, senza dimenticare il codice della lotteria degli scontrini, un’altra occasione che non si è lasciata sfuggire per augurarmi non so che fortuna, non so bene però se si trattava della stessa cosa che immaginavo o speravo io, a quel punto ha chiuso la cassa, ha lasciato la postazione ed è andata via, ma non ho indagato in quale direzione, né ho avuto la prontezza di spirito di chiederle qualcosa che poteva interessarmi, che ne so, la scadenza della raccolta dei bollini, i tempi del ritiro dei premi, cose così, ma forse ha fatto un cenno che non ho saputo interpretare, anzi sarà stato senz’altro così, dopo che le avevo fatto i complimenti per i capelli nerissimi, erano mesi che l’avevo notata e finalmente avevo l’occasione di parlare con lei, anzi, l’occasione me l’ha data lei, invitandomi a seguirla in cassa ma forse voleva condurmi da qualche altra parte, quello era solo l’anticamera di qualcosa di più piccante, ed una battuta sui peperoncini che avevo adagiato sul nastro deve averla concepita di sicuro, senza tuttavia arrivare ad esplicitarla, ma non ci vuole molto a capire cosa le stava passando per la testa e comunque finalmente ho preso il coraggio a due mani, o forse, come un novello Shiva, anche di più e devo averle chiesto qualcosa, che non ricordo più, a proposito dei capelli, lunghi, nerissimi, di un nero più nero della pece e folti, qualcosa del tipo, È da un po’ che volevo dirglielo, che ha una chioma che mi piace da morire, ogni volta che la vedo mi viene da impazzire, cioè non è esattamente questa la reazione che mi provoca ma in quell’occasione non ho saputo dire di meglio, mi sono venute solo quelle parole e lei, come risentita, mi ha chiesto, Ma solo ai capelli è interessato, non me l’aspettavo proprio questa improntitudine, non ero preparato, e però ho avuto come un senso di orgoglio e ho trovato chissà dove il coraggio, sembra strano che di coraggio si possa parlare in occasioni del genere, ma è proprio quello che provavo, in ogni caso la mia risposta non si è fatta attendere e ha preso la forma di una battuta del tipo, Del resto non posso giudicare, non ho abbastanza elementi per valutare, una frase così, un po’ vaga, che però l’ha lasciata alquanto interdetta, almeno apparentemente perché non è che ci abbia pensato molto ed ha rilanciato cominciando a fare commenti sugli articoli che scorrevano sul nastro, roba del tutto normale, non solo i peperoncini piccanti, niente di che, ma non ricordo, ad essere sincero, cosa mi ha detto, so solo che dopo poche parole avevo già cominciato a farmi chissà che film, anche se non so esattamente di che tipo, no, un momento, lo so che state pensando ad un porno, ma non è propriamente il genere di film che preferisco, mi aspettavo qualcosa di avventuroso, forse anche pieno di scene passionali, tra due persone che di vista si conoscono da tempo e che in qualche modo poco chiaro si piacciono pure ma che non si sono mai scambiate due parole e, una volta rotto il ghiaccio, non c’era verso che interrompessero le relazioni, i rapporti o le comunicazioni, che peraltro si concretizzavano nelle forme più disparate, e se il buon giorno si vede dai capelli, figuriamoci nel corso della giornata cosa avrei potuto vedere di lei, della sua figura del suo corpo, tutto questo ovviamente faceva sempre parte del film che mi stavo facendo che, a questo punto, era anche qualcosa più di un semplice film, la realtà aveva preso il sopravvento scalzando ogni ipotesi di finzione o immaginazione, ecc. ecc.

martedì 13 aprile 2021

Storie di maggio

Dovessi parlare di tutte le cose che dico a me stesso - non solo quando sono davanti allo specchio, che ci sto poco, e per di più nemmeno mi ci guardo, se non di rado, ma anche in altri momenti - di certo passerei meno tempo a scriverle, se solo le ricordassi. 
Potrei sempre imbellettare certi rimasugli di ricordi con aggiunte che apparirebbero senz’altro inconferenti. Non si noterebbe e sarebbe una storia diversa da quella che sgorgherebbe dai pensieri che mi ottundono la mente di continuo, almeno da quando, non saprei, forse da sempre. 
Ma non è importante individuare il punto di inizio, non ai fini che qui ci riguardano, l’inizio dei miei problemi, che sarebbe come dire da quando sono nato, o giù di lì. 
Ho già perso il filo del discorso, che potrei anche ripescare facilmente se solo trovassi la forza, o meglio, la voglia, di ritornare indietro e rileggere ciò che ho scritto. Solo che mi perderei di nuovo, ed è quello che mi capiterebbe esattamente se mi mettessi in testa di raccontare tutte le cose che dico a me stesso nelle varie occasioni, ecc. ecc. 
Insomma sono ritornato di nuovo all’inizio, come se tutto quello che ho scritto fino ad ora, tutto lo sforzo fatto per trattenere il respiro, non fosse servito a niente. Avrei potuto utilizzarlo per occasioni più propizie. 
Se solo avessi un posto dove andare! Un progetto da realizzare, o anche soltanto su cui provare a lavorare! 
A volte mi viene da pensare che anche lo scrivere, sì, la scrittura, può rappresentare un obiettivo da raggiungere! Scrivere con uno scopo, voglio dire, non solo mettere parole o frasi in fila, una dietro l’altra, così, solo per arrivare ad una qualche conclusione e poter dire, Sono uno scrittore. 
Ma che senso avrebbe? Eppure è un’attività che svolgo da anni, da decenni, senza arrivare mai a niente. E cos’è il niente, in questo caso? E il suo contrario? 
Sfuggo di continuo alla mia persona, e non solo. Frasi come queste escono così, non so se anche spontaneamente, comunque senza un motivo e soprattutto sembrano non avere alcun significato. Ci capite qualcosa, voi? 
Verrebbero fuori tante di quelle cose che darebbero di me un’immagine che perfino io stesso farei fatica a riconoscere come mia. E allora, come ho desiderato a volte, o anche spesso, perché trattenermi? Avrei la possibilità di sperimentare una nuova identità, qualcosa di irriconoscibile. Sarei completamente diverso da quello che sono. 
Intraprendere questa avventura mi mette i brividi, forse anche le ali ai piedi, mi infonde uno spirito esilarante, qualcosa che, tuttavia, non riuscirò a controllare facilmente. Ma è ciò che ho sempre voluto, o meglio, da un po’, un nuovo io, perché del mio mi sono stancato da un pezzo, non ne posso proprio più. Allora, Via, partiamo, mi sono detto, davanti allo specchio, dopo aver fatto la barba e lavato i denti e tutto il resto.

lunedì 15 febbraio 2021

Raccontami

Raccontami, allora.

Non so da dove cominciare.

Non importa, racconta e basta.

Cosa devo dirti?

Quello che vuoi.

Ma non so se voglio.

Allora è diverso, sforzati di volere.

Perché?

Perché così anch’io posso scrivere qualcosa.

Ma non puoi scrivere da solo, senza che io racconti?

Non saprei cosa scrivere.

E lo vuoi sapere da me?

In due viene meglio.

Ma non saprei di cosa parlare.

Se vuoi te lo suggerisco io.

Proviamo.

Parla di te.

E cosa devo dire? 

Come ti chiami, ad esempio.

Mi chiamo Paola.

Tutto qua?

È questo il mio nome.

Qualcos’altro?

Cosa?

Ad esempio cosa fai, se lavori, dove abiti, cosa ti piace fare …

Cioè cose che riguardano me, come se dovessi raccontarti la mia vita?

Sì, ecco, qualcosa del genere, l’importante è cominciare, poi le cose verranno da sole.

Sì, però preferisco che tu mi faccia delle domande, così mi è più facile rispondere.

Ma non deve essere un’intervista, devi raccontare sotto forma di storia, una storiella se vuoi, ma non qualcosa del tipo io ti faccio una domanda e tu rispondi, deve essere come una dichiarazione spontanea.

Ho capito, praticamente come se fossi un’attrice su un palco, come una specie di autobiografia.

Se la vuoi mettere così, recita pure la tua parte.

Praticamente sarebbe un monologo.

Non esattamente, immagina che davanti a te ci sia qualcuno a cui stai raccontando di te, o anche un pubblico in un teatro, gente che è venuta ad assistere ad uno spettacolo in cui un attore o nel tuo caso un’attrice parla di sé, racconta un’esperienza, o anche più di una, fai tu.

Sì, bello, dev’essere bello, però, penso che dovrei prepararmi un po’.

Ma cosa vuoi preparare, non ti conosci abbastanza? Non sai chi sei? Hai bisogno di tempo anche per parlare di te?

Ho paura di sì, penso che dovrei almeno organizzare un discorso, che so, ordinare le idee, altrimenti, mi perdo, non sono così sicura di riuscire a tenere una linea coerente, o uniforme, insomma a mantenere il filo del discorso entro giusti binari, ecco, vedi, già mi sento a disagio al solo pensarci, mi viene l’ansia, un senso di panico, non so esprimermi, qualcosa di difficile, comunque.

Va bene, ma quanto tempo ti serve per prepararti?

Mah, non saprei, dovrei cominciare, dovrei provare per sapere quanto ci metterò.

Ma non potresti cominciare? Vedrai che man mano che vai avanti acquisti fiducia, e così potrai affrontare il lavoro con più sicurezza.

Non ne sono così sicura.

Ma se non provi non potrai mai saperlo.

È che in certi momenti mi sento pure di poter cominciare ...

Ecco, vedi, devi approfittare di queste situazioni.

Sì, ma poi ci vuole poco a ricadere nel panico.

Ma tu non pensarci, vai avanti che le cose verranno da sé, il mondo non si è mica fatto in un solo giorno.

È vero, però dall’altra parte non c’era un pirla qualunque.

Ma tu nemmeno sei una cretina, l’importante è essere convinti, te l’ho già detto, con la buona volontà si ottiene tutto.

Ma lo sai che hai dei modi accattivanti? Cioè, volevo dire convincenti, ma mi è venuta quella parola, non so se esprime quello che realmente intendevo.

Non preoccuparti, non devi farti problemi, quando si parla non sempre viene tutto bene, a volte qualcosa può sfuggire, un errore, un’imprecisione, un lapsus, anche a me succede quando scrivo, non pensarci.

Propongo una pausa.

Ma come, non abbiamo nemmeno iniziato.

È per riflettere un po’, raccogliere le idee, voglio pensarci, e poi, anche perché ho voglia di mangiare qualcosa, mi è venuto un leggero languorino, una mela, o anche spiluccare qualche ciliegina, le ho comprate proprio oggi, sembrano buone, ed erano anche in offerta, insomma ho bisogno di distrarmi un po’, questa tua proposta, quella di raccontare, mi ha fatto venire strane idee.

Ad esempio.

No, adesso non ho voglia di parlarne, ci possiamo vedere più tardi, o sarebbe meglio domani, ti va bene vederci alla stessa ora, qui a casa mia?

Sì, magari la notte porta buoni consigli, chissà, forse ti viene l’ispirazione, i sogni potranno aiutarti, darti un’idea, d’accordo, ci vediamo domani.

Anche tu con questa storia della notte che porta consigli?

È solo un modo di dire, a volte succede, funziona davvero.

In che senso?

Eh, nel senso che anche se non ci pensi direttamente, però qualcosa nel sonno lavora, ed al mattino può capitare che ti svegli con idee nuove.

Sei di quelli che pensano che i sogni rappresentano la realizzazione di un desiderio, qualcosa del genere?

Tutt’altro, credo che quello che sogniamo, dopo potrà avverarsi, se solo riusciamo a trovare il modo di mettere in pratica l’oggetto dei sogni, dopo averli opportunamente decifrati ed interpretati.

Non so cosa intendi con quell’avverbio, e poi, io, difficilmente sogno di notte, o meglio, sognare sogno, solo che al risveglio non me li ricordo più.

Anche quella è una questione di volontà, cosa pensi? Solo una questione di esercizio, basta fare un piccolo sforzo ed anche i sogni te li ritrovi al mattino, o in qualsiasi momento, tutti svelati e dispiegati davanti a te

Così, tu te li ricordi i sogni che fai?

Non sempre, però me ne ricordo tanti.

Ma allora perché non scrivi dei tuoi sogni, invece di aspettare che sia io a raccontarti qualcosa di me?

Sì, potrei, ma quello che faccio è semplicemente una ricostruzione dei sogni, non sono poi tanto sicuro di aver sognato quelle cose lì.

Beh, ma cosa te ne frega, l’importante è scrivere, no? A voi piace comunque intrecciare storie, incrociare trame, se poi sono vere o sono inventate conta poco, se sono sogni o cose reali è secondario, dico bene?

No, non ti sbagli affatto, ma quando si scrive si sceglie anche di cosa parlare, ed io vorrei scrivere di te, e adesso non mi chiedere perché. 

Eppure, sono curiosa di sapere perché ti sei messo in testa di parlare di me, cosa ci trovi di così interessante?

Tu parla, racconta, lo capirai da sola, e senza nemmeno dover aspettare tanto.

Tanto quanto?

Te ne accorgerai, lo capirai da sola.

Sono troppo curiosa, non puoi anticipare qualcosa?

Ma cosa vuoi che ti anticipi? E poi, non avevi detto che volevi pensarci un po’? Mi avevi dato anche appuntamento a domani.

Sì, è vero, ma mi sa che non riuscirò facilmente a dormire al pensiero di queste cose.

Meglio, così domani avrai tutto pronto e potrai sfoderare le tue doti di oratore che nemmeno pensavi di possedere, anche tu ti meraviglierai, vedrai come ti verrà tutto più semplice.

Lo pensi davvero?

Tutto andrà liscio, racconterai ogni cosa per filo e per segno, ti sorprenderai persino di raccontare storie che non sapevi di conoscere, succede così, credimi, a domani e buon riposo.

Allora ci vediamo domani.

Sì, stessa ora.

Sogni d’oro.

Ancora con quei sogni?

Ma è un modo di dire.

Un altro?

Sì, più o meno, un modo di augurare buona notte.

Ma voi usate sempre modi di dire per esprimere altri concetti? 

È la ragione della scrittura, viviamo di questo noi scrittori.

Beati voi.

Ma che beati? Non pensare sia facile, sai.

Allora, se non è facile, chi ve lo fa fare? Non sarebbe meglio dire le cose come stanno, chiamare le cose col loro nome, senza girare attorno alle parole?

Senti, Paola, ti chiami così, vero? Ognuno ha il suo modo di raccontare, di scrivere, di vivere.

Sarà.

È.

Ma non ti innervosire, non voglio farti arrabbiare.

Non pensarci, ogni tanto mi salta il tic.

E ti succede spesso?

Ti ho detto ogni tanto, no ogni spesso.

Allora buona notte.

Buona notte.

A domani.

Ciao.

Sempre che ci sia un domani.

Oh madonna, cosa ti viene in mente adesso?

Non è detto che ci sarà, non si sa mai, niente è sicuro, al giorno d’oggi sembra tutto così difficile.

Ma questo è così da sempre, cosa vai blaterando? In ogni momento può succedere qualcosa.

È che di tanto in tanto mi vengono di questi pensieri.

Sì, ma sono pensieri che non hanno ragione di esistere.

Lo dici tu.

Ma non ha senso ...

Però, se mi vengono, un motivo ci sarà.

Sì, va bene, ma non vorrai scoprirlo a quest’ora della notte?

Perché no? Cosa me lo impedisce?

Io sono davvero stanco, mi si chiudono gli occhi, sarà per via del vino.

Ma se in due non ne abbiano bevuto nemmeno una bottiglia.

Ma non sono abituato a bere questo tipo di vino, era forte, mi ha dato anche un po’ alla testa.

Cosa ti senti?

Ho come un cerchio che mi stringe tutto attorno.

Sarà anche la stanchezza, sarà meglio andare a riposare.

È quello che penso anch’io, ma non riesco a fartelo capire, è tutta la serata che ci provo …



venerdì 10 luglio 2020

Non so se voglio dirlo - 17

Con lei è di storie che mi piace parlare, è più facile, di quelle che noi due amiamo leggere e su cui spesso ci troviamo d’accordo, nel senso che abbiamo delle preferenze comuni, scrittori conosciuti da entrambi, e ammirati, e incontrati anche di persona, romanzi già letti, letture che ritornano, e non solo per motivi di studio, anche per il piacere di approfondire la conoscenza di un autore, e capita di parlarne spesso, di scambiare opinioni, parlo volentieri di queste cose con lei, ormai la conosco anche in questo aspetto.
Ma devo continuare a parlare ancora di lei?, vorrei liberarmene, non so, forse non era questo il motivo per cui mi ero messo a scrivere, Ah è così?, allora dillo, vorresti liberarti di me?, ammettilo, una volta tanto, che non vuoi stare più con me, che ti sei stancato, che non sei capace di reggere più questa situazione, anche a me succede a volte, cosa credi, ma cerco di superarle queste incertezze, questi dubbi, che vorrei cancellare per sempre dalla mia vita, lo faccio perché ti voglio bene, accetto tutto perché ti amo, perché non voglio farti male, perché non potrei vivere senza te,

martedì 7 luglio 2020

Non so se voglio dirlo - 16


Non ho alcun passato da difendere
Non ho alcun passato di cui vantarmi
Non ho alcun passato di cui andare orgoglioso
Non ho alcun passato di cui decantare la grandezza
Non ho alcun passato di cui raccontare imprese clamorose. 
Non ho alcun passato di cui raccontare gesta gloriose, ma neanche semplici.
È che vorrei riuscire a smetterla di lamentarmi di continuo, di piangermi addosso, di elargire noiosi reportage dal profondo del mio io malato. 
Vorrei uscire da me stesso, diventare un altro, l’ho già detto? Fa niente, lo ripeto, devo continuare a ripetermelo, fino a convincermene, forse così facendo le cose andranno meglio. 
Allora, c’è una ragazza che vorrei amare, anzi no, che avrei voluto, anche se non so come, o forse ognuno ama a modo suo, e va bene lo stesso, nella misura in cui sta bene, cioè è soddisfatto del rapporto che ha instaurato.
Poi c’è anche un amico, ma non so se voglio parlarne, se è il momento, cioè, di introdurre un altro personaggio. Mi capita spesso di sbagliare, però, c’è questo amico, una di quelle persone che non c’è bisogno di ricordare, tanto, si sa che non potrà mai uscire dalla tua vita, in nessun caso, ed invece a me è successo.
Non so che fine abbia fatto, ne ho perso le tracce da tempo immemorabile, non mi sono curato di contattarlo, di cercarlo. Ora è lontano, non solo fisicamente, lontano come mai avrei pensato fosse possibile, forse non c’è più, non sono del tutto sicuro di riconoscerlo, intendo dire se dovessi imbattermi casualmente in lui. 
Del resto, non riconoscerei me stesso da giovane, me stesso più giovane, non sarebbe dunque una gran colpa se non riconoscessi lui, nonostante tutto. Comunque, ci sono questi due personaggi, che da soli potrebbero tenermi impegnato per tanto tempo, se solo mi mettessi all'opera con convinzione. 
A lei, ad esempio, vorrei, anzi no, dovrei insegnare a far l’amore. È ancora giovane, forse troppo giovane, devo dirlo?, mi piacerebbe che davvero fosse vergine, ma non ho niente da insegnare a nessuno, figuriamoci ad una come lei.
Comincio sempre così, Cara, non ho nulla da darti, non devi aspettarti niente da me. Sembra funzionare, il più delle volte queste poche parole provocano una reazione immediata. 
Ma cosa dici? Non immagini nemmeno quanto sei importante per me. Ed in effetti, detto tra noi, è anche vero, che oltre queste premesse non riesco ad andare, ma comunque, cose così, me le hanno dette in tante, e anche lei non si è sottratta a questo copione. Dovrei averlo imparato bene, ed effettivamente è così, lo ripeto anche con lei, questo giochino, e inevitabilmente ci casca, subito, non mi sfugge niente, una parte più che collaudata, non rappresenta alcuna novità, non mi aspetto sorprese, tutto già scritto, ma forse così è fin troppo facile, ci vorrebbe qualcosa per confutare vecchie credenze ruvidamente incistate fin dentro l’anima, per ravvedermi di tutti gli errori commessi, più o meno gravi, per prendere coscienza una volta per tutte delle mie incapacità, perché, in fondo, cosa potrei insegnarle?, non saprei proprio, nemmeno da dove iniziare, ora che ci penso non ci ho mai pensato, mai fatto un piano, forse non possiedo neanche gli strumenti adatti, se ce ne sono, eppure, le troverò, le ritroverò tutte le parole che mi ha rivolto, ogni volta che le ripetevo le solite litanie, non dovrebbe essere difficile distinguerle nel confuso mondo che mi sono creato, come per mettere le mani avanti, Non posso darti niente, uno dei tanti modi per palesare la mia inveterata incapacità di assumermi delle responsabilità, anche in questo caso, anche in queste cose, che dovrebbero essere piacevoli, nel senso che potrebbero apportare una discreta dose di piacere, le ripescherò quelle parole, dal fondo dei mille e più discorsi che ho continuato a fare con me stesso, da epoche antichissime, me ne ha dette tantissime di cose belle, di parole che ho conservato nel cuore, nelle parti più intime del cuore, che mi hanno tenuto compagnia nei momenti difficili, e che hanno sostenuto il mio pressoché inesistente senso di autostima, soprattutto quando raggiungeva livelli inaccettabili, ed erano dolori, stavo male veramente, invece, bastavano poche sue battute ed il mondo riprendeva a girare nel verso giusto.
Ma forse tutto andrà meglio quando mi arrenderò all'evidenza e mi dedicherò esclusivamente alla diaristica, non sono portato per la finzione, non riesco a costruire fantasie, sono troppo attaccato, forse avvinghiato, al mio mondo per poter volare e prendere coscienza di quest’altra incapacità è una mazzata che non potrei reggere.