domenica 5 ottobre 2008

L'Africa di Viero


La notò subito e immediatamente capì come sarebbe andata a finire.
Doveva prendere appunti, delineare una strategia e seguirla senza trascurare nulla fino alla fine, solo così sarebbe arrivato a lei senza perdersi, senza perdere tempo, niente giorni sprecati, che erano pochi, due settimane di vacanza in Senegal, avrebbe potuto usarli per scrivere un sacco di cose, anche nei momenti più intensi, mentre viveva emozioni indimenticabili, e non solo perché ne scriveva, rimanendo così fissate per sempre.
Ma come, adesso anche gli altri hanno voce? No, non se ne importava, proseguiva come se attorno non ci fosse nessuno, lui l’unico personaggio del sogno che stava vivendo con tanta intensità, e che gli girava intorno senza che se ne accorgesse o forse ignorandolo, era lui, nessun altro, pensava a voce alta, parlava con nessuno, non si aspettava risposte o rispondeva da sé, senza curare la coerenza fra le domande e le attese.
Arrivata la fine della vacanza, adesso cosa faccio, non posso mica andarmene e lasciare tutto, come se niente fosse successo, come si fosse trattato solo di un sogno, doveva trovare una scusa oppure cosa?, inventarsi qualcosa, spezzare quel filo che lo teneva legato e andarsene, scappare via, sentiva che il tempo stringeva, la vacanza era al termine, sentiva che il destino gli aveva riservato altre mete, altri luoghi lo aspettavano e finché rimaneva a sognare, i sogni li ricorda tutti, riesce a ricostruire tutti i particolari, naviga in ambienti adatti, è al risveglio che si accorge di come sono fatti di altra pasta i sogni e non si dà pace di aver perso quel mondo che fino a poco prima gli apparteneva.

Forse tutto questo ha poco a che fare con il libro di Paolo Brunelli, o forse no, è che quando leggo un libro mi viene sempre da prendere appunti, non necessariamente cose che riguardano quel libro ma di certo ispirate dalla lettura, perché mi viene in mente un particolare, perché una frase mi ricorda altri episodi, da me vissuti o semplicemente sognati, perché comunque leggere mette in gioco una circolazione di idee che arricchisce la mente ed in fondo, non è anche questo lo scopo della lettura, anche se il testo in questo modo diventa solo un pretesto?

Coordinate geografiche: tra Pontremoli e Dakar
Paolo Brunelli - L'Africa di Viero - Edizioni Clandestine 2003

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