Sto cercando, disperatamente, l'ispirazione per creare dei personaggi che non parlino con le mie parole, che non si muovano con i miei gesti, che non vivano dei miei respiri, altrimenti, la soluzione è già pronta, la finestra è alla mia portata, non ci vuole molto ad affacciarsi un po’ troppo intensamente, a sporgersi pericolosamente, una distrazione è ammessa in ogni occasione, non si può tenere tutto sotto controllo, anche il migliore attore può scivolare su una buccia di banana, anche l'acrobata più attento può distrarsi, per un rumore, per un accecante bagliore proveniente dal riflesso di uno specchio in mano a un ragazzino, che si diverte a giocare proiettando l’immagine del sole dappertutto, ignaro dei rischi e dei pericoli che può provocare, e a nulla può servire concentrarsi, il male si insinua dappertutto, nelle fessure delle assurdità, vissute giorno dopo giorno, si intrufola subdolamente come niente nei pensieri della gente, e anch’io ci stavo cascando, senza più una guida, che cercavo disperatamente, ancora una volta disperatamente, dappertutto, e me ne fregavo del mondo che mi girava attorno, mi disinteressavo completamente, non aveva senso nemmeno il camaleonte che mi spiava, ormai bloccato, quasi uno stoccafisso, sono anni che se ne sta nella stessa posizione, non capisco come riesca a non annoiarsi, a non sentire la necessità di sgranchirsi le gambe, o la coda o la lingua, sono lontani i tempi in cui mi divertivo a osservarlo, immaginando di
sorprenderlo nell’attimo esatto in cui tirava fuori la lingua, proiettandola lontano, in un vuoto che non capivo, eppure dopo un attimo lo vedevo soddisfatto come se stesse masticando, aveva afferrato una zanzara al volo, o una farfalla mimetizzata tra i petali di un fiore, di quelli ancora freschi, comprati da poco, che di tanto in tanto ancora regalavo a mia moglie, non in un’occasione particolare, così, a sorpresa, senza un motivo ben preciso, non aspettavo la ricorrenza, come avveniva invece negli ultimi tempi, fino a quando cioè sentivo ancora un minimo di piacere a regalarle qualcosa, dei fiori, un piccolo pensiero, adesso tutto è finito, nemmeno l’idea mi passa più per la mente, non festeggio nessun evento, e non solo perché non ci sono date precise nella nostra storia, tutto è successo così vagamente che non saprei dire nemmeno a quando risale il nostro primo bacio, non saprei dire nemmeno quando ci siamo amati per la prima volta, non deve essere stato un grande evento, almeno per me, non ricordo nemmeno quando l’ho conosciuta, le prime volte non hanno alcuna importanza per me, non l’hanno mai avuta, ma nemmeno le seconde o quelle che sono venute dopo, è stata una successione di episodi che mi ha portato alla situazione in cui mi trovo oggi, senza che me ne sia accorto, senza capire come, ed è per questo che non ho nulla da ricordare, niente da festeggiare, nessun anniversario, solo il ricordo di quando passavo i giorni seduto sul divano a cercare di sorprendere quel maledetto camaleonte che, non so perché, mi ostinavo ancora a tenere in casa, non mi dava più nulla ormai, solo fastidio, era causa di cattivi odori, perché chi si sognava di pulirlo, o di disinfettare l’ambiente in cui si muoveva, l’umidità che riempiva la stanza ormai assumeva tutti i colori che la stessa bestia era capace di esprimere, e sapevo distinguere i suoi umori e le sue sensazioni dagli odori o dai colori, e però, non sapevo cosa farmene di tali competenze, non era di questo che avevo bisogno, non ciò che mi serviva, quello che cercavo non erano in grado di darmelo né quella bestia, né il ricordo di mia moglie, né queste righe che cercavo di far crescere, come un nutrimento vitale di cui non potevo fare a meno, e però erano solo cibi avariati quelli che riuscivo a produrre e a recuperare, dopo notti in bianco, aspettando l’ispirazione, aspettando il momento giusto che non veniva, non voleva venire, e cosa potevo fare?
x
Nessun commento:
Posta un commento