Lettori fissi

mercoledì 5 ottobre 2022

L’essenza dell’estinzione del Marabù, tendenzialmente assente nella saggezza delle linee parallele

 



C’è un autore che avverte che la vena artistica sta lentamente svanendo e che tuttavia ha ancora voglia di scrivere un nuovo romanzo. Per far questo, un po’ a corto di idee, convoca alcuni personaggi dei libri già pubblicati, da cui spera di ricavare qualche idea, un suggerimento o un sostegno. 

Inevitabilmente, nella costruzione di questo nuovo romanzo, troviamo spesso citazioni tratte dai lavori precedenti che diventano parte integrante della storia. Procedendo nella lettura si ha l’impressione che nello scrivere i primi romanzi, l’autore avesse già in mente di scrivere un’opera in cui tirare le somme, intrecciando storie e personaggi presenti nella produzione precedente. Oppure questo romanzo è stato concepito proprio per chiudere un ciclo e aprire la prospettiva a qualcosa di completamente nuovo e diverso?

Sembra che nei dialoghi fra i personaggi e l’autore dei romanzi, ogni battuta presuppone una domanda che sorge spontanea nella mente del lettore, almeno a me è capitato così, a cui poi fa seguito la risposta già pronta del personaggio di volta in volta interpellato, come per quella legge fisica dell’azione a cui fa seguito una reazione obbligata, o come per una rigida costruzione matematica. Insomma un meccanismo perfetto. 

In certi momenti si viene catapultati come dentro una profondissima e vertiginosa mise en abyme, in cui il povero lettore rischia di smarrirsi non riuscendo più a definire il confine tra la fantasia e la realtà. 

Ma forse è proprio questo lo scopo della letteratura, ammonire il lettore sull’impossibilità della rappresentazione autentica della realtà, e Pietro Calabretta, con questo romanzo, ci è riuscito in maniera impeccabile. 

Un romanzo che in alcuni passaggi può essere considerato un trattato di filosofia, ma allo stesso tempo un’opera che può essere fatta rientrare a pieno titolo nel filone della letteratura postmoderna, se solo si considera la componente autoriflessiva dei personaggi che riflettono sulla propria natura, sulla circostanza che quei personaggi si confrontano di continuo con gli altri personaggi e finanche con l’autore, che quei personaggi ha creato.

L’essenza dell’estinzione del Marabù, tendenzialmente assente nella saggezza delle linee parallele, questo il lunghissimo titolo dell’ultimo lavoro di Pietro Calabretta, ha tutta l’aria di rappresentare la chiusura di un cerchio che, auspicabilmente, presuppone un nuovo inizio,  che i lettori aspettano con rinnovato interesse. 

Pietro Calabretta

L’essenza dell’estinzione del Marabù, tendenzialmente assente nella saggezza delle linee parallele

Mauro Pagliai Editore


Nessun commento: