martedì 10 aprile 2012

Il libro infernale

Come per ogni cosa, anche nel campo della magia, per riuscire ad ottenere risultati soddisfacenti è necessario uno studio metodico, prolungato ed approfondito. Uno scrittore sa bene che sono i particolari, sono i dettagli, che fanno interessante una storia, che la fanno unica. Servono per caratterizzare, ad esempio, un personaggio, oppure per descrivere con precisione un ambiente. Anche nelle pratiche magiche nulla viene lasciato al caso (e qui potrei aprire una parentesi interrogandomi su come sono nate le pratiche magiche e su come si sia pervenuti a codificare alcune pratiche, ma lascio l’approfondimento dell’argomento ad un altro momento), anche in questi casi, infatti, i dettagli sono importanti, al punto che se non tenuti nella dovuta considerazione, possono addirittura determinare un esito negativo degli esperimenti e dei sortilegi. I maghi prestano grande attenzione, ad esempio, al momento della giornata, o della settimana, o del mese, o persino dell’anno, in cui effettuano alcuni incantesimi. Sbagliare momento può provocare effetti devastanti o controproducenti. I maghi prestano attenzione anche ai vestiti usati, alla mano impiegata nelle operazioni, se la destra o la sinistra, ai luoghi in cui vengono effettuate alcune magie, ai tipi di piante, di animali, o di parti di animali, all’età degli animali, ecc. ecc. L’estrema attenzione a questi dettagli, che è considerata di fondamentale importanza, mi ha fatto pensare alla stessa importanza che deve essere rivolta nella scelta dei particolari nella pratica della scrittura, al fine di raccontare una storia, che deve essere esattamente quella storia che intendiamo raccontare, proprio grazie all’attenzione riservata alle scelta delle parole, che servono a loro volta a descrivere quel preciso personaggio che abbiamo voluto ritrarre, quel determinato ambiente che abbiamo voluto rappresentare.

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