sabato 17 marzo 2012

Juan Rodolfo Wilcock (1919 - 1978)
L’ingegnere

Riporto alcuni passi di questo romanzo/epistolario da cui si potrebbe arguire che il protagonista non abbia molte idee su cosa scrivere.
Metafora o limite della scrittura? O cos’altro?

... vorrai altri particolari ma non so cosa raccontarti, .
.. Sbadiglio senza interruzione, e così succede che non so nemmeno che cosa raccontarti.
... quindi mi succede quando scrivo una lettera che non so che dire.
All’inizio avevo tante cose da raccontare, ma adesso non ne ho, e il mio lavoro mi interessa sempre di più.
Abbiamo così poco da raccontarci l’un l’altro, ma dobbiamo comunque scriverci, ...
Ti scrivo così spesso che non so cosa dirti.
Tu mi scrivi poco, anche se non hai niente da dirmi bisogna comunque che mi spedisci due parole.
Ho pochissimo da raccontarti, da queste parti non succede assolutamente niente, e il lavoro è molto tranquillo e semplice.
Non ho un gran da fare, e spesso ho il mal di testa, delle emicranie spaventose.
Trovo così sciocco e banale tutto quel che potrei raccontarti, così simile a ciò che accade ogni giorno in casa nostra, che preferisco tacere i nostri piccoli particolari domestici.
Ho talmente poche novità che non so che cosa scrivere, ...
Tutto è così calmo, tutto subisce così scarso mutamento, che qui notizie non ci sono; forse a Mendoza troverò qualcosa degno di essere raccontato, ...
Non ho niente di nuovo da raccontarti; ...
Come mi rattrista che tu non possa vedere tutte queste cose con me! Perché una cosa è raccontarle e un’altra vederle.

Meridiani e paralleli: Argentina 1943 - 1944

Nessun commento: