mercoledì 3 gennaio 2018

Mara 6 (Potrebbe andare)

Vorrei tornare a quei confusi momenti iniziali, quei pochi secondi in cui era ancora possibile cancellare tutto, rispedire al mittente i messaggi, annullare con un colpo di spugna i sogni appena sognati, per ricostruire una verginità irrimediabilmente compromessa e perduta. Vorrei cancellare quell'infausto incontro, azzerare il tempo trascorso da allora, annullare definitivamente quell'esperienza. Strappare i fogli su cui incautamente l’ho fissata.
Non sono io quello lì. Vorrei non aver mai subito le conseguenze determinate dalla conoscenza di Mara.
Ma ormai esisto anch'io, anch'io faccio parte di questo mondo. Non sono stata io a ritrovare il telefono, se non volevi conoscermi potevi lasciarlo per strada, potevi evitare di raccoglierlo, di metterlo in tasca, di rispondere quando ho composto il numero. Avevi tante possibilità di evitarmi. La tua curiosità, o chissà cos'altro, ti ha incastrato, ti ha legato a me, e adesso non sai come disfarti della mia ingombrante presenza, che giudichi ossessiva. Ma io non ho fatto niente per meritarmi questo trattamento …
Potrebbe andare. Il respiro abbastanza sciolto, la parlantina più o meno quella di Mara.
Guarda un po’ cosa mi tocca subire, un dolore incompreso. Quest’uomo non sa capire, come tanti altri. Ho voglia di piangere, ma devo trattenermi, non lo deve sapere, non deve accorgersi di niente. Non ho ancora confidenza, non intimità, non abbastanza da rivelargli il dolore che mi dilania, vorrei mandarlo a quel paese, non so cosa me lo impedisce, non vorrei farne un dramma, è stato solo un episodio, ma adesso cosa faccio?
Troppe domande, considerazioni superflue, forse anche nocive, non so se deleterie. Non ho nessuno a cui rivolgermi, nessuno di cui fidarmi, starmene con le mie pene non deve essere la scelta migliore, la pagherei presto, sotto forma di dolori che non saprei affrontare o controllare e finirei per piangere, lo so già, nessuno a consolarmi. È vita questa? Sono infelice. Aspetto qualcosa che mi smuova da questa apatia. Non so agire e non ho nessuno che lo possa fare per me.

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