giovedì 14 gennaio 2016

Il sipario

Si è abbassato il sipario sulla mia vita, troppo presto. Un sabato mattina di gennaio, questo pensiero mi ha svegliato, me lo sono ripetuto svariate volte durante la notte trascorsa da poco, ha attraversato i tanti sogni che hanno abitato il sonno, si è introdotto nei gangli nervosi fino a concretizzarsi come una certezza che non so più tacere. Dovevo trascriverlo, solo così forse smetterà di tormentarmi, solo così potrò archiviarlo come qualcosa di cui ho preso atto, per poter passare ad altro. Un tempo, almeno, era questa la soluzione, agivo così, come fosse possibile rimuovere una verità incontrovertibile, ma adesso no, non è facile, questo non è uguale ad altri pensieri, questo è un attentato alla sanità mentale, da oggi niente sarà più come prima, troppe le confidenze e le confessioni esternate negli ultimi giorni per pensare che possano passare inosservate, e tutte in poco tempo, non sarà una coincidenza, la depressione si sta facendo strada in me e si sta impossessando dei miei organi vitali, lo sento. Me ne accorgo dal momento che non sono più in grado di controllare le parole che pronuncio, i concetti che esprimo, le conclusioni a cui pervengo e che manifesto apertamente ormai davanti ad amici, veri o virtuali che siano, a parenti, a conoscenti, e non più solo a me stesso. Forse è un modo per difendermi, un estremo tentativo di arginare l’avanzata di quella che chiamo depressione, in mancanza di un termine più appropriato alla situazione che sto vivendo. Pensare che parlarne possa aiutarmi a capire cosa sta succedendo, a vedere in faccia la realtà e così poterla affrontare, provando a cambiarla.

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