lunedì 19 marzo 2007

In volo

Nel capodanno di questo 1904 che sta scorrendo via velocemente come tutti gli anni che abbiamo vissuto, ormai non ci resta altro che fare un altro piccolo sforzo e sperare di arrivare al 2004, per sapere come saremo fra altri cento anni e poi confrontarci almeno in un’altra dimensione visto che non si riesce proprio in nessun modo a comunicare più se non con le parole che pure rivestono un ruolo importante ma non abbastanza soddisfacente.
Parole che si aggiungono ad altre parole, fiumi o fumi che si intersecano con le nostre esistenze e non so più distinguere la poesia dalla realtà che mi riempie di nostalgia di mondi sconosciuti.

È come svegliarsi ogni giorno e non sapere cosa ci riserva la vita, questa città, questo mondo, quest’esistenza.
Restiamo in attesa di un frenetico cambiamento di rotta e non ci accorgiamo che la rotta non può essere determinata altro che dai nostri venti interiori. E non sempre sappiamo percepire il soffio che ci alita accanto e ci suggerisce e consiglia di involarci anche soltanto verso l’ignoto come esperienza da affrontare nel tentativo di conoscerci meglio.
A.D. 2007

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